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La coltivazione di avocado e l'impatto ambientale che ne deriva

Dimmi che frutto hai nel piatto e ti dirò quanto inquini.
La moda di portare diversi frutti tropicali in tavola dilaga, protagonista fra tutti i frutti esotici è l'avocado: consumare frutti tropicali è un vizio innocente o un altro problema ambientale?
Secondo gli ultimi studi, la richiesta di frutti tropicali (soprattutto di avocado) è aumentata negli ultimi anni portando ad una sua massiccia coltivazione.

Il rapporto pubblicato nel 2012 dall’Instituto Nacional de Investigaciones Forestales, Agricolas y Pecuarias  ha messo in evidenza che la produzione in Michoacán (produttore di circa il 36,5% della produzione mondiale di avocado) è triplicata e che le esportazioni sono aumentate di ben dieci volte. L'aumento considerevole della domanda ha portato alla trasformazione in monocolture di terre vergini o con colture miste. Secondo questo rapporto l’espansione avrebbe portato alla perdita di terreni forestali per circa 690 ettari/anno. Inoltre per compensare i costi di produzione sono usati spesso prodotti chimici e fertilizzanti di bassa qualità, che inquinano aria, acqua e suolo (e che possono causare stragi di insetti e animali insettivori, fondamentali alla biodiversità).

Quindi i danni derivanti dal consumo eccessivo di avocado sono:

- sfruttamento intensivo del suolo e delle risorse idriche, con conseguente deforestazione e desertificazione,
- inquinamento di suolo, acqua ed aria a causa di fertilizzanti e pesticidi,
- la richiesta molto alta di avocado ha portato alla creazione di vaste monocolture,
- consumo di carburante per il trasporto in tutto il mondo.

Cosa possiamo fare?

- acquistare avocado proveniente da agricoltura sostenibile e biologica: ad esempio in Sicilia sono presenti aziende che coltivano l'avocado in modo sostenibile.
- consumare l'avocado quando è di stagione.


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Bibliografia ed approfondimenti

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